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Mamadou

Mamadou si fermava sempre a chiacchierare dopo la scuola.  
Non aveva altre intenzioni o secondi fini, era semplicemente un chiacchierone. 
Un giorno mi disse: "Devi salire in camera mia". 

Sì, perché la scuola si trovava all'interno di un CAS e i ragazzi ospiti abitavano nelle camere ai piani superiori, a gruppi di tre.
Ovviamente, la prima reazione fu di rifiuto. 

Non posso venire in camera tua e non voglio. Perché me lo chiedi?
Perché voglio che tu veda il luogo in cui abito. E poi perché devo farti vedere una cosa. 

Decisi di fidarmi e lo seguii fino alla porta della camera. Lui aprì con la tessera elettronica e mi invitò ad entrare, lasciando la porta rigorosamente aperta. 

Ecco, questa è la mia casa. E poi, vieni...

Si avvicinò alla finestra e guardò lontano, verso l'Appennino, che quel giorno si stagliava nitidissimo sul bordo dell'orizzonte, gli occhi che volavano nel cielo e sognavano di mondi sconosciuti. 

Indicando un punto indefinito dei monti, mi disse: guarda, le montagne. Secondo me ci abita qualcuno, lassù. Tu non credi?

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